(di Giorgio Gabanizza) Da qualche decennio studiosi, politologi, docenti ed interi dipartimenti universitari, segnalano che negli Stati Uniti e nel cosiddetto Occidente si è passati dalla democrazia alla post-democrazia.
“La partecipazione attiva al dibattito politico è la caratteristica fondamentale di una società democratica. In questi primi anni del XXI secolo assistiamo invece a una crescente passività dei cittadini occidentali. Finite le elezioni, trasformate in uno spettacolo saldamente controllato da gruppi rivali di professionisti esperti nelle tecniche di persuasione, la politica viene poi decisa dallo scambio di favori tra i governi eletti e le lobbies che rappresentano in forme sempre più marcate gli interessi economici.” (Da: Postdemocrazia di Colin Crouch).
Da tempo c’è stato chi ha lavorato per attenuare gli effetti della democrazia. Per qualcuno era insopportabile che il voto avesse, con il sistema elettorale proporzionale, uguale valore per ciascun cittadino. Il peso del voto di un povero pari a quello del ricco. Ecco allora esperti nella manipolazione del voto popolare ad inventare sistemi elettorali più vantaggiosi per il pensiero dominante per contenere istanze innovative, riformatrici, in partenza minoritarie. Così, voilà, inventati sistemi elettorali maggioritari (con un premio di maggioranza a chi ha preso più voti anche se non sufficienti a governare).
In Francia si ricorda che per contenere ed annullare un troppo grande partito comunista negli anni ’60 venne “inventato” il sistema uninominale maggioritario a doppio turno e così un incombente PCF in pochi anni venne ridotto ai margini del Parlamento.

Da tempo, in Italia ad esempio, governa chi ha ottenuto una debole maggioranza relativa, ma guadagnando, grazie al sistema elettorale vigente, una maggioranza di seggi alla Camera ed al Senato. Magia delle leggi che manipolano gli esiti della volontà politica espressa nelle urne.
Oggi il Governo Meloni si regge con il 42% dei voti espressi, il 58% rimanente è all’opposizione!! Se consideriamo che si è recata a votare metà degli elettori e delle elettrici, il suo mandato si regge su un consenso espresso pari a circa il 21%!!!!
Più post-democrazia di così?!
E’ molto difficile affermare che ogni cittadino ha un peso uguale nell’operare in politica. C’è chi, lavoratore, studente, casalinga, pensionato, disoccupato, fa politica iscrivendosi ad un partito, c’è chi, avendo soldi e il sostegno degli organi di informazione, si fa un partito.
Negli Usa le lobbies sono potentissime
Quanti milioni costa una campagna elettorale negli Usa (Camera, Senato, Presidenza)? Se non si è plurimilionari od espressione di multinazionali, si può partecipare alle competizioni elettorali, vigente il sistema uninominale non proporzionale? Ma da tempo negli Usa chi di fatto conduce le scelte governative e presidenziali sono le lobbies. Da anni, per legge, è entrata in vigore la legalizzazione della corruzione, così veniva chiamata la dazione di denaro di un potente ad un decisore politico. Esiste una legge sulla legalizzazione delle lobbies e della loro attività, di promozione di leggi, provvedimenti, o di blocco di iniziative a loro poco convenienti, anche in cambio di soldi.
E’ permesso finanziare con bustarelle (bustone di dollari) singoli parlamentari o gruppi parlamentari. Lee Drutman in “Come le lobbies industriali hanno conquistato la democrazia americana” (New America Weekly 20 aprile 2015) ci informa che “Gli equilibri, a Washington, sono saltati ” nel senso che le corporation spendono annualmente, dal 2000, in attività di lobby 2,6 miliardi di dollari, più di quanto costino la Camera (1,18 miliardi) ed il Senato (860 milioni di dollari). Bustarelle o bustone di dollari si, purché siano registrate, tracciabili, trasparenti.
Dal 2000 in avanti ogni anno i finanziamenti per ottenere leggi e provvedimenti a proprio vantaggio sono aumentati, si stima che siano quasi raddoppiati.Gli interessi dei lavoratori, degli studenti, dei pensionati , dei disoccupati, ecc .. possono essere sostenuti soltanto a parole. Nella postdemocrazia statunitense, dominano esclusivamente le multinazionali. Il resto, il popolo, non conta nulla. Subisce. Tutto ciò per legge.
L’Europa, che soffre da tempo il fascino statunitense, e l’Italia, debbono essere da meno nella demolizione della democrazia? Anche loro intendono introdurre la legalizzazione della corruzione da parte delle lobbies, purché sia registrata, tracciabile, trasparente. Gli interessi della intera popolazione? Alla popolazione viene lasciata la possibilità di votare con sistemi elettorali manipolatori della sua volontà! Cosa vuole di più?!?! L’Europa, la sua parte l’ha fatta con una sua direttiva!!!
Ora anche in Italia si intende varare una legge sulle lobbies, le quali possono cercare di influenzare singoli parlamentari e gruppi politici, ma solo se sono iscritte ad un registro nel quale, con totale trasparenza vengono segnalate le loro attività, i loro incontri con i decisori e gli eventuali contributi elettorali che vorranno versare a singoli decisori o a gruppi politici.
Registro che sarà tenuto e garantito dal Cnel, e chiunque potrà andare a vederlo e verificare chi ha incontrato quella multinazionale e quanti contributi ha elargito e a chi. La proposta allo studio, su cui ha lavorato Forza Italia, in modo particolare l’on. Nazario Pagano, sarà sottoposta agli altri gruppi parlamentari ed in autunno andrà in aula.
Qualche anima bella si giustifica affermando che da sempre i potenti hanno sostenuto i loro interessi cercando di influenzare i decisori pubblici, con pressioni e con danaro. “Mettiamo con legge almeno dei limiti, delle regole e dei contrappesi”. Giusto, è come dire: “rapine e furti ci sono sempre stati, legalizzandoli, possiamo mettere almeno limiti e regole.” C’è chi, invece, a tal proposito, pensando ai grandi affari che si svolgono negli Stati Uniti d’America, si sfrega le mani e chi ha già l’acquolina in bocca. Come negli Usa, anche qui la democrazia si trasforma sempre più in postdemocrazia.
