«Un’altra vita spezzata sul lavoro non può essere archiviata come semplice fatto di cronaca. È l’ennesimo segnale di una piaga strutturale che va affrontata con urgenza, a partire dalla prevenzione». Così la consigliera regionale Anna Maria Bigon (Partito Democratico) commenta il tragico incidente costato la vita a un operaio 44enne, precipitato da un palo telefonico durante un intervento sulle colline tra Moruri e San Rocco.

La consigliera ha annunciato la presentazione di una mozione urgente in Consiglio regionale per affrontare in modo strutturale la questione della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Dati allarmanti per il Veneto e la provincia di Verona

Bigon richiama i dati INAIL relativi ai primi quattro mesi del 2025, che mostrano un incremento delle morti sul lavoro in Veneto da 16 a 27, mentre le denunce di infortunio sono salite da 23.136 a 23.350. Un quadro ancora più preoccupante per la provincia di Verona, che nel 2024 ha registrato 22 decessi e oltre 13.800 denunce di infortunio, collocandosi in cima alle classifiche regionali.

«Questi numeri sono semplicemente inaccettabili – afferma Bigon – e dimostrano come la sicurezza sia ancora troppo spesso sacrificata in nome del profitto».

Le richieste della mozione: più personale, regole più rigide, tutele più eque

La mozione depositata dalla consigliera dem propone tre azioni concrete:

  1. Potenziamento degli Spisal (Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro), oggi in molti casi sottodimensionati e privi di figure professionali essenziali come infermieri e tecnici sanitari, soprattutto in alcune province venete.
  2. Pressione sul Governo per introdurre norme più restrittive sull’utilizzo dei subappalti, considerati una delle principali cause del calo degli standard di sicurezza.
  3. Avvio di un confronto in sede di Conferenza Stato-Regioni per garantire tutele pensionistiche più adeguate ai lavoratori usurati, tra cui l’abbassamento dell’età pensionabile per le categorie a maggior rischio.

«È tempo che la sicurezza sul lavoro diventi una vera priorità politica, non solo uno slogan dopo ogni tragedia», sottolinea Bigon. «Servono risorse, controlli, formazione e regole più severe. Non possiamo più accettare che si muoia per lavorare. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo».