(Consuelo Nespolo) Dal 1° ottobre il Veneto applicherà nuove misure contro l’inquinamento atmosferico, con Verona in prima linea. Le disposizioni, inserite nella delibera regionale 377/2025 e presentate ieri al Tavolo Tecnico Zonale riunito a Palazzo Capuleti, danno attuazione alla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2020 sul superamento dei limiti di Pm10 nel nord Italia.
Il provvedimento interessa l’intera regione, ma il peso maggiore ricadrà su Verona e i 15 Comuni della cintura urbana, dove già in allerta verde scatterà il divieto di circolazione per i veicoli Euro 0 ed Euro 1 bi-fuel (Gpl e metano), con estensione agli Euro 2 in caso di allerta arancione e rossa.
Per i diesel Euro 5 il blocco in allerta verde è stato rinviato al 2026, mentre da subito restano valide le fermate in arancione per i veicoli passeggeri e in rossa per quelli merci fino alle 18.30. Tutti i divieti si applicano dalle 8.30 alle 18.30, esclusi i fine settimana in allerta verde.
Il piano non si limita al traffico. Per l’agricoltura sono previste deroghe agli abbruciamenti nelle zone montane con forte pendenza, mentre per falò e fuochi d’artificio i Comuni potranno autorizzare al massimo due eventi tra ottobre e aprile, esclusivamente in allerta verde.
Domeniche ecologiche contro lo smog. Ma servono?
A Verona città saranno confermate le “domeniche ecologiche”: almeno una al mese fino alla primavera. Un appuntamento che il capoluogo scaligero condivide con le principali città del bacino padano, tutte chiamate a rafforzare le misure strutturali per ridurre lo smog.
La Regione ha previsto anche incentivi per il rinnovo tecnologico in ambito civile, agricolo e industriale, oltre a progetti di mobilità sostenibile. Entro fine settembre i Comuni dovranno approvare le ordinanze, che la Provincia trasmetterà a Venezia entro ottobre.
